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Rovazzi a scuola inviato delle «Iene» «Le foto a rischio? Attenti, i social generano mostri»

Corriere della Sera Di Andrea Laffranchi

Per un selfie estremo si può anche perdere la vita. La popstar Fabio Rovazzi, inviato delle Iene nelle scuole, racconta al Corriere come un gioco può diventare tragedia.

Esercizi di ginnastica su un cornicione non protetto a 250 metri d’altezza. Abbracci romantici sulla punta di una gru sospesa nel vuoto. Video fatti sulle rotaie fuggendo un attimo prima che il treno passi. Basta digitare «extreme selfies» o «Daredevil (come il supereroe) selfies» su YouTube per finire in un mondo di follia. Per una manciata di «like» qualcuno ha perso la vita. Altro che invincibili.

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 Ma di tanto in tanto, ci imbattiamo in “trend” che non prevedono il piacere di entrambe le parti, ma che rappresentano, piuttosto, una preoccupante manifestazione del problema delle violenze sessuali e dei rapporti non consensuali, come il nuovissimo fenomeno dello “stealthing”.
Che cos’è lo stealthing?

Per dirla senza tanti giri di parole, lo stealthing è una pratica in cui l’uomo si sfila il preservativo durante il rapporto, senza chiedere esplicitamente il permesso del partner sessuale.

Alix Fox, “Sex & relationships expert” della Durex, ha spiegato ad Huffington Post UK: “Il termine viene usato per indicare la pratica in cui un uomo toglie il preservativo di nascosto durante un rapporto vaginale, quando la donna ha dato il suo consenso esplicito soltanto al sesso protetto. Ma ho intervistato anche ragazzi gay che hanno subito stealthing durante il sesso anale”.
Perché si parla di stealthing?

La scorsa settimana L’Huffington Post ha riportato che un nuovo studio americano, condotto da Alexandra Brodsly per il Columbia Journal of Gender and Law, ha fatto luce sulla diffusione crescente di questa pratica allarmante, sia nelle comunità etero che in quelle omosessuali.

Brodsky ha raccontato ad HuffPost che intendeva analizzare questo inquietante fenomeno già nel 2013, dopo essersi resa conto di quante amiche erano state violentate in questo modo. Ha spiegato che quelle donne: “Stavano lottando contro forme di maltrattamenti sessuali che non erano state riconosciute come violenza basata sul genere, ma che sembravano radicarsi nella stessa misoginia, nella stanza mancanza di rispetto”.

Perché si pratica lo stealthing?
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Il cyberstalking consiste nel molestare una vittima mediante comunicazione elettronica, tramite e-mail o messaggi diretti. Un cyberstalker si basa sull’anonimato offerto da Internet per vessare le vittime senza essere scoperto. I messaggi di cyberstalking si distinguono dallo spam ordinario perché il cyberstalker attacca una vittima specifica con messaggi spesso minacciosi, mentre lo spammer si rivolge a un gran numero di destinatari con messaggi semplicemente fastidiosi. Questo non vuol dire però necessariamente che il cyberstalker debba conoscere la sua vittima. Può contattare casualmente persone online e poi iniziare a fare stalking. “Il cyberstalker opera attraverso una scrematura”, spiega a TPI il professor Vincenzo Mastronardi, psichiatra e criminologo clinico, responsabile di un corso online sull’argomento. “Contatta online più persone e quando una di queste risponde lui inizia la vessazione”. Lo stalker online vede la vittima solo come un oggetto da denigrare. “La sua attenzione è puntata solo su se stesso e sull’interrogativo ‘qual è la prossima mossa che posso fare’?”, spiega il professore. Il desiderio è quello di essere visibile anche senza mostrare la propria vera identità”. “Si tratta di un narcisismo perverso”, dice Mastronardi. “È tipico di una persona caratterizzata da pochezza esistenziale e da un comportamento avulso da agili contatti sociali. Lo scopo è ottenere attenzione”. Nell’ordinamento italiano lo stalking è punito perché integra il delitto di atti persecutori previsto all’art. 612-bis del codice penale. Leggi Tutto

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Scuola, famiglia, gruppo, relazioni: con l’hashtag #GrowingUpShy migliaia di ragazzi raccontano su Twitter i loro problemi

«Le persone introverse sanno entrare in sintonia con il loro mondo interiore, per questo spesso producono capolavori

di Federica Colonna La Lettura 10 Jul 2016 immagine di Carlotta Montagna “la mamma _tapirulan_gallery” 
Crescere può essere difficile. Per un timido ancora di più. Lo raccontano le migliaia di persone che su Twitter hanno scelto di condividere le proprie esperienze di bambini e adolescenti introversi con l’hashtag #GrowingUpShy — crescere timidi, appunto — entrato il primo luglio nella lista dei trending topic, i contenuti più virali sul social network. Già diffusissimo lo scorso anno, e secondo la Bbc lanciato dall’account @3rdborndavis, oggi non più attivo, l’hashtag è una variazione di #GrowingUpBlack, con cui un gruppo di utenti Twitter ha cominciato a raccontare la vita degli afroamericani. È stata poi la volta di #GrowingUpHispanic (ispanici), #GrowingUpArab (arabi), fino a #GrowingUpPoor (poveri) e #GrowingUpPretty (belli). Leggi Tutto

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Cari lettori di YOUNGLEshadow-727x409, desideriamo condividere con tutti voi la lettera che un ragazzo fiorentino vittima di bullismo ha voluto, tramite il nostro sito, rendere pubblica e i cui genitori ne hanno autorizzato la pubblicazione chiedendoci di darle la massima visibilità.

Ciao, ti ricordi di me?
Io non ti ho mai dimenticato… ma ti starai chiedendo come mai ti scrivo.
Ebbene, voglio farti capire la gravità di quello che hai fatto e del bullismo in generale.

So già cosa stai pensando: “Non era bullismo, stai esagerando, come sempre: erano solo innocenti scherzetti”. D’altronde è quello che dicevi ogni volta che tu e gli altri mi facevate qualcosa: è una caratteristica tipica del bullismo, si tende a sminuire i fatti rendendoli insignificanti persino agli occhi dei professori, ma le vostre angherie non sono mai diminuite. A causa tua ogni giorno tornavo da scuola esasperato e stanco, non ce la facevo più, mentre quasi tutti credevano che fosse uno scherzo.

Io, come molte persone vittime di questo grave problema, sono molto suscettibile (e alle medie lo ero ancora di più), e mi arrabbiavo per ogni minima insinuazione. Questo è il fattore che mi rendeva la vittima ideale ai tuoi occhi. Ogni giorno non smettevi di offendermi fino al suono della campanella, e quando io, ingenuamente, mi arrabbiavo e cercavo di reagire, voi ridevate. Ancora non riesco a capire come questo possa essere uno spettacolo. Può essere divertente vedere una persona soffrire? Evidentemente sì, e tu ne sei la prova.

Come se le parole non bastassero, ero sempre costretto a comprare nuovo materiale, poiché la mia cartellina, il mio astuccio o la mia intera cartella venivano usate per partite di calcio o altri “giochi”. Mi ricordo ancora di un pomeriggio in cui mi avevate nascosto ogni cosa tra i cespugli del cortile e avevo passato mezz’ora dopo la fine dell’ultima lezione per ritrovarli.

Tutto questo mi scatenava tantissima rabbia, che vi divertiva e quindi vi spingeva a continuare: era un circolo vizioso. Tutto ciò mi ha provocato un netto abbassamento dell’autostima, di cui soffro ancora, con conseguenti crisi ansiose e vari altri problemi.

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