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Hanno tra i 14 e i 25 anni e non studiano né lavorano. Non hanno amici e trascorrono gran parte della giornata nella loro camera. A stento parlano con genitori e parenti. Dormono durante il giorno e vivono di notte per evitare qualsiasi confronto con il mondo esterno. Si rifugiano tra i meandri della Rete e dei social network con profili fittizi, unico contatto con la società che hanno abbandonato. Li chiamano hikikomori, termine giapponese che significa “stare in disparte”. Nel Paese del Sol Levante hanno da poco raggiunto la preoccupante cifra di un milione di casi, ma è sbagliato considerarlo un fenomeno limitato soltanto ai confini giapponesi.

articolo di Matteo Zorzoli, pubblicato da Business Insider Italia – Repubblica.it https://it.businessinsider.com/hikikomori-boom-italia

“E’ un male che affligge tutte le economie sviluppate – spiegaMarco Crepaldi, fondatore di Hikikomori Italia, la prima associazione nazionale di informazione e supporto sul tema – Le aspettative di realizzazione sociale sono una spada di Damocle per tutte le nuove generazioni degli anni Duemila: c’è chi riesce a sopportare la pressione della competizione scolastica e lavorativa e chi, invece, molla tutto e decide di auto-escludersi”.

Le ultime stime parlano di migliaia di casi italiani di hikikomori, un esercito di reclusi che chiede aiuto. Un numero che è destinato ad aumentare se non si riuscirà a dare al fenomeno una precisa collocazione clinica e sociale. Leggi Tutto

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La violenza delle coppie giovani, oltre una ragazza su dieci aggredita prima dei 18 anni

Il fenomeno è in crescita e riguarda anche i maschi. La psicologa: “Vivono esperienze molto diverse da quelle immaginate, senza rendersi conto di quanto stia succedendo loro e senza sapere come e a chi rivolgersi per chiedere aiuto”. A ottobre un convegno a Rimini del Centro studi Erickson per discutere di un fenomeno in crescita

di CRISTINA NADOTTI lA REPUBBLICA  http://www.repubblica.it/cronaca/

ROMA – Non è una sensazione dettata dagli ultimi fatti di cronaca, ci sono dati e studi a confermarlo: la violenza è un fenomeno in crescita e rilevante nelle coppie adolescenti. Uno dei pochi studi condotti nel nostro Paese sul tema, condotto su un campione di oltre 700 studenti delle scuole secondarie di secondo grado, ha evidenziato come più di una ragazza su dieci abbia vissuto esperienze di violenza nella coppia prima dei 18 anni. Il 16 per cento delle intervistate (e l’8 per cento dei maschi) ha subito gravi e ripetute violenze psicologiche o persistenti comportamenti di dominazione e controllo; il 14 per cento delle ragazze (e l’8 per cento dei ragazzi) ha subito violenze o molestie sessuali; più di un adolescente su 10 (senza differenze di sesso) ha subito violenze fisiche in coppia.

Di fronte alla violenza fisica o verbale i giovani sono spesso soli, come dimostra uno studio europeo per il quale in Italia il 50 per cento dei genitori ignora che i figli abbiano visto immagini a sfondo sessuale online e l’80 per cento non è a conoscenza che i figli abbiano subito minacce online.

Di questo e temi collegati si parlerà il 13 e 14 ottobre a Rimini in un convegno organizzato dal Centro studi Erickson, dal titolo ‘Affrontare la violenza sulle donne – Prevenzione, riconoscimento e percorsi d’uscità nel quale una parte consistente sarà rappresentata dalla discussione della Teen dating violence, la violenza da appuntamento tra adolescenti e della violenza nelle giovani coppie. Si tratta, sottolineano gli organizzatori del convegno, di situazioni di violenza non facili da individuare e comprendere per le stesse ragazze che ne sono vittime, coinvolte da quello che dovrebbe essere il ‘primo amore’, ma che con l’amore e il rispetto che deve accompagnarlo non ha nulla a che fare.
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