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Via dalla vista dei genitori. Si chiama Lifestage la nuova sfida di Facebook per riconquistare gli adolescenti. L’app per iOS dedicata agli under21 permette di condividere un diario virtuale con brevi clip. A progettarla è stato un product manager 19enne di Menlo Park, Michael Sayman, secondo quanto raccontato a The Verge, per coinvolgere i compagni del college in modo immediato e soprattutto virale: bastano 20 contatti per scambiare video con i ”colleghi” della stessa scuola. Un nuovo passo verso la formula di Snapchat, in parte già replicata da Instagram con l’introduzione di Storie per raccontarsi in video. Lifestage non permette di scambiare messaggi e non c’è bisogno di essere iscritti a Facebook per usarla, aggiorna su quanti hanno visitato il profilo e permette di attivare il blocco utenti e altre misure pensate per garantire la sicurezza degli utenti in caso di malintenzionati.

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Clicchi un bottone, e sei già collegata automaticamente con il 112. E puoi dare le coordinate di dove ti trovi, con la massima precisione, in un istante. Se sei in pericolo, non puoi metterti a smanettare a caso con il cellulare, ogni istante è prezioso. Per questo arriva Stalking Buster, la nuova App presentata oggi a Milano, già disponibile in italiano e inglese su Android (ma presto sarà anche per iOS e Windows Phone e in altre lingue).

Stalking Buster, nata da una pStalkingBuster_1artnership tra Fondazione Donna a Milano onlus e Avanade, è gratuita, perché vuole essere uno strumento di prevenzione e sensibilizzazione: “Volevamo aiutare le donne a sentirsi più sicure quando girano per la città. Secondo i dati Istat del 2015, oltre 3,4 milioni di donne italiane hanno subito stalking nel corso della vita” dice Maria Rita Gismondo, presidente di Fondazione Donna a Milano onlus. “La cronaca purtroppo ci racconta ogni giorno storie di femminicidio. E noi, con il nostro camper per l’ascolto, siamo spesso a contatto con realtà molto difficili. L’abbiamo pensata per le donne, ma può essere utile anche per i giovani”.

L’App è di utilizzo immediato. Nella stessa schermata ci sono tutte le info utili nelle emergenze: una mappa con l’indirizzo e le coordinate geografiche della propria posizione, un pulsante per la chiamata immediata al 112, un pulsante per la chiamata al numero di emergenza delll’unità antistalking impostato dall’utente (ad esempio il 1522 del Dipartimento per le Pari Opportunità, attivo 24h per 365 giorni all’anno e rivolto alle donne vittime di violenza), un terzo pulsante per un sms automatico al numero di emergenza, con la comunicazione di latitudine e longitudine e link a Google Maps.

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È in calo il tempo che trascorriamo all’interno delle app di Facebook, Twitter o Instagram. Preferiamo gli ambienti di dialogo più diretto e nati in modo specifico per il mobile
Martina Pennisi http://www.corriere.it/tecnologia/social/ mike

Ci siamo già stufati? L’era del tagga e condividi si sta avviando sul viale del tramonto? Stiamo per (ri)alzare le teste dagli schermi degli smartphone per ricominciare a interagire solo vis-à-vis ? Non esattamente, ma i recenti dati sull’utilizzo delle applicazioni raccontano qualcosa di interessante sulle nostre abitudini: siamo più orientati verso gli ambienti di dialogo rispetto a quelli di condivisione indiscriminata.

Secondo SimilarWeb, che prende in considerazione i dispositivi Android (84% del mercato nel primo trimestre 2016, Gartner), il tempo trascorso all’interno delle app di social networking è in calo. Parliamo sempre, ad esempio, della bellezza di 45 minuti e 48 secondi al giorno su Facebook, nel caso degli americani, nei primi tre mesi dell’anno. Ma vediamo la cifra scivolare dai 48,75 minuti dello stesso periodo del 2015. Nei nove Paesi analizzati (Stati Uniti, Regno Unito, Germania, Spagna, Australia, India, Sudafrica, Brasile e Spagna), l’utilizzo della piattaforma da 1,6 miliardi di utenti è scivolato dell’8 %.

Anche la novità più fresca, Snapchat, passa da 23,17 minuti a 18,72 minuti negli Usa e da 21,22 minuti a 16,12 in Francia. In una delle economie più ghiotte dal punto di vista del potenziale, nonostante la crisi, rimane però stabile: l’app gialla in Brasile è ancorata sopra gli 11 minuti e, soprattutto, può contare su una crescita delle installazioni.

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di Angelica Basile – http://www.west-info.eu/

Viene dagli USA la prima linea amica per adolescenti che passa attraverso gli SMS. Si chiama Crisis Text Line e permette ai ragazzi che ne hanno bisogno, di chiedere aiuto semplicemente inviando un messaggio di testo. Se si sta vivendo un periodo difficile, si soffre per atti di bullismo o per disturbi alimentari, spesso quello che serve è semplicemente parlare con qualcuno che sappia dare ascolto. Ma la vergogna di dover alzare la cornetta, tirare fuori la voce e raccontare ad un estraneo i propri mali, spesso blocca anche i più temerari. Da oggi, tuttavia, basterà inviare un sms e a rispondere sarà un operatore che non solo saprà dare conforto a chi sta male, ma lo aiuterà anche a trovare una via d’uscita, un aiuto concreto, un centro a cui rivolgersi.

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Da un sondaggio su oltre 216mila adolescenti americani è emerso che il consumo di marijuana è in calo, nonostante la legalizzazione della sostanza in diversi stati

Marta Musso su WIRED High Angle View Of Marijuana Joint On Table

Gli adolescenti americani consumano meno marijuana. Sono le conclusioni che emergono da un sondaggio della Washington University School of Medicine di St. Louis, condotto su 216mila adolescenti, che verrà pubblicato a giugno sul Journal of the American Academy of Child & Adolescent Psychiatry. I dati parlano chiaro: il numero di giovani che fanno uso della sostanza e quelli che presentano problemi legati al consumo di marijuana è in forte diminuzione, nonostante alcuni stati americani abbiano recentemente legalizzato o depenalizzato l’uso di questa sostanza.

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