CONTRIBUTI, News
 Ma di tanto in tanto, ci imbattiamo in “trend” che non prevedono il piacere di entrambe le parti, ma che rappresentano, piuttosto, una preoccupante manifestazione del problema delle violenze sessuali e dei rapporti non consensuali, come il nuovissimo fenomeno dello “stealthing”.
Che cos’è lo stealthing?

Per dirla senza tanti giri di parole, lo stealthing è una pratica in cui l’uomo si sfila il preservativo durante il rapporto, senza chiedere esplicitamente il permesso del partner sessuale.

Alix Fox, “Sex & relationships expert” della Durex, ha spiegato ad Huffington Post UK: “Il termine viene usato per indicare la pratica in cui un uomo toglie il preservativo di nascosto durante un rapporto vaginale, quando la donna ha dato il suo consenso esplicito soltanto al sesso protetto. Ma ho intervistato anche ragazzi gay che hanno subito stealthing durante il sesso anale”.
Perché si parla di stealthing?

La scorsa settimana L’Huffington Post ha riportato che un nuovo studio americano, condotto da Alexandra Brodsly per il Columbia Journal of Gender and Law, ha fatto luce sulla diffusione crescente di questa pratica allarmante, sia nelle comunità etero che in quelle omosessuali.

Brodsky ha raccontato ad HuffPost che intendeva analizzare questo inquietante fenomeno già nel 2013, dopo essersi resa conto di quante amiche erano state violentate in questo modo. Ha spiegato che quelle donne: “Stavano lottando contro forme di maltrattamenti sessuali che non erano state riconosciute come violenza basata sul genere, ma che sembravano radicarsi nella stessa misoginia, nella stanza mancanza di rispetto”.

Perché si pratica lo stealthing?
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News

Scattato l’allarme dopo il caso di una quindicenne ricoverata.

E’ allarme Balena Blu in Spagna, ma anche in Portogallo, dove sono stati registrati i primi casi di possibile contagio del ‘gioco’ che spingerebbe al suicidio dopo 50 ‘prove’ gli adolescenti.
Balena Blu arriverebbe dalla Russia dove avrebbe già fatto vittime e si starebbe diffondendo in America Latina, dove le polizie di Colombia, Cile, Brasile, Bolivia e Uruguay hanno avviato indagini. Il primo caso registrato in Spagna è quello di una ragazza di 15 anni ricoverata oggi in un ospedale psichiatrico dopo che la famiglia si è accorta che stava iniziando a sottoporsi alle ‘sfide’ di Balena Blu. In Portogallo, riferisce Correio da Manha, la prima vittima è una 18nne ritrovata, il corpo coperto di ferite ai piedi di un viadotto della ferrovia. Si sospetta che pure lei abbia tentato la ‘iniziazione’. Il ‘gioco’ impone il superamento di 50 prove, dalle più banali alla automutilazione, fino all’ultima, il suicidio: “saltare da un edificio alto, perdere la propria vita”. Il percorso di iniziazione sarebbe seguito da un ‘custode’ in rete.

Il ‘gioco’ sarebbe stato inventato in Russia. Secondo la rivista Novaya Gazeta dal 2016 avrebbe fatto diversi morti fra i giovani russi. Si sarebbe diffuso attraverso la rete sociale VKontakte (VK), il ‘Facebook russo’. L’inchiesta di Novaya Gazeta è stata però messa in dubbio da altri media russi.
El Pais ha avuto conferma dell’esistenza di gruppi ‘chiusi’ o ‘segreti’ collegati con ‘Balena Blu’ su Facebook. Uno, ‘Ballena Azul’, con 270mila utenti, è diventato inaccessibile di recente.
Pubblicava la lista delle 50 ‘sfide’. Vere, o leggenda metropolitana si chiede il quotidiano? Alla 26ma sfida il ‘custode’ indicherebbe al ‘giocatore’ il giorno della sua morte.
I primi gruppi, secondo Snopes, sono stati creati in Russia dopo il suicidio di Rina Palenkova – un’adolescente che si sarebbe tolta la vita dopo avere pubblicato una sua immagine in rete – “diventata rapidamente la figura centrale di uno strano gruppo di culto”. Le regole del ‘gioco’ prevedono che dopo ogni ‘sfida’ vengano cancellate foto o altre prove del passaggio allo stadio successivo. Una disposizione che potrebbe spiegare la difficoltà degli inquirenti a disporre di prove certe sul collegamento fra ‘gioco’ e suicidi di adolescenti.

CONTRIBUTI

Il cyberstalking consiste nel molestare una vittima mediante comunicazione elettronica, tramite e-mail o messaggi diretti. Un cyberstalker si basa sull’anonimato offerto da Internet per vessare le vittime senza essere scoperto. I messaggi di cyberstalking si distinguono dallo spam ordinario perché il cyberstalker attacca una vittima specifica con messaggi spesso minacciosi, mentre lo spammer si rivolge a un gran numero di destinatari con messaggi semplicemente fastidiosi. Questo non vuol dire però necessariamente che il cyberstalker debba conoscere la sua vittima. Può contattare casualmente persone online e poi iniziare a fare stalking. “Il cyberstalker opera attraverso una scrematura”, spiega a TPI il professor Vincenzo Mastronardi, psichiatra e criminologo clinico, responsabile di un corso online sull’argomento. “Contatta online più persone e quando una di queste risponde lui inizia la vessazione”. Lo stalker online vede la vittima solo come un oggetto da denigrare. “La sua attenzione è puntata solo su se stesso e sull’interrogativo ‘qual è la prossima mossa che posso fare’?”, spiega il professore. Il desiderio è quello di essere visibile anche senza mostrare la propria vera identità”. “Si tratta di un narcisismo perverso”, dice Mastronardi. “È tipico di una persona caratterizzata da pochezza esistenziale e da un comportamento avulso da agili contatti sociali. Lo scopo è ottenere attenzione”. Nell’ordinamento italiano lo stalking è punito perché integra il delitto di atti persecutori previsto all’art. 612-bis del codice penale. Leggi Tutto

News, Scuola

Al via il progetto promosso dall’ Istituto Agrario di Firenze
per informare e creare consapevolezza nei confronti dei rischi che derivano dall’uso improprio della comunicazione sul web.
Ma soprattutto per favorire nei ragazzi un uso responsabile e consapevole dei Social, partendo dal sottile confine che c’è tra “scherzo” e reato legato al cyberbullismo.

Si chiama #avvisoainaviganti ed è un progetto che si pone come obiettivo finale la produzione di un film girato e interpretato da 20 studenti dell’Istituto Agrario contro gli atti di cyberbullismo e che sarà proiettato nelle scuole medie fiorentine e toscane. Oltre ai canali internet e social più utilizzati dagli adolescenti.

Verrà creato anche un vero e proprio brand #avviso ai naviganti, con un logo, una sorta di etichetta per identificare le scuole che sono impegnate nell’azione di lotta al bullismo, anche a livello territoriale.
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News
Il 6 marzo 2017 parte la seconda edizione di “Spettro di comportamenti del cyberbullying”, un MOOC (corso online gratuito) rivolto a educatori, operatori sociali, insegnanti, studenti, genitori e a tutti gli interessati che desiderino approfondire il tema del cyberbullismo e della cyberstupidity.
Il corso, realizzato in collaborazione con ILAB e Formazione Permanente dell’Università Cattolica di Brescia, nasce dalle diverse competenze di DE.CI.DI (Definirsi Cittadini Digitali), gruppo di lavoro su “educazione e cyberbullying” costituito dal CREMIT (Centro di Ricerca sull’Educazione ai Media, all’Informazione e alla Tecnologia), le cooperative sociali Pepita Onlus e Industria Scenica, l’associazione Contorno Viola e il Centro di documentazione audiovisiva Steadycam.

Il corso online garantisce l’accesso libero ai contenuti (video-lezioni, approfondimenti e test di auto-valutazione) e si inserisce nel filone dei MOOC: corsi a distanza, per lo più gratuiti, erogati dalle più importanti Università a livello nazionale e internazionale.
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