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#TheFusion

One page is better than two!

Finalmente è giunta l’ora per le nostre due pagine di unirsi e fondersi in #YAU – “la chat che ti ascolta”.
Con questo video, diamo inizio alla trasformazione e alla creazione in una unica pagina Facebook del nostro spazio dedicato a tutti i giovani.
#YAU creato da ragazze/i per ragazze/i ti ascoltano attraverso la #chat di Fb tutti i lunedì dalle 15.00 alle 17.00 e il giovedì dalle 16.30 alle 18.30.
Vuoi scoprire il mondo di #YAU clicca su questi link!
(quando avverrà la fusione sarai reindirizzato alla pagina #YAU)

 
Young Angles Umbria : http://on.fb.me/1M8VeYs
Young Angles On-air : http://on.fb.me/1KQgKE8

 

 

 

 

Eventi

Bolzano 17 giugno 2015, Sala dell’Antico Municipio

Una giornata con i centri ed i progetti che in Italia si occupanti di progetti di prevenzione  online per presentare il progetto “Click for Support”e le linee guida  EU in materia.

Allo stesso tempo questa è una buona occasione per incontrarsi fra centri di prevenzione nazionali.

YOUNGLE c’è!

News

COME in ogni grande storia d’amore ci sono gli alti e bassi. C’è stato un momento, per esempio, in cui sembrava che gli adolescenti si fossero stancati del loro compagno più affezionato, Facebook.

Ora peròun nuovo sondaggio rimette le cose in chiaro: secondo l’ultimo rapporto dell’istituto di ricerca Usa Pew Research Center, infatti, il social network in blu risulta ancora il preferito fra i giovanissimi statunitensi, davanti a piattaforme come Instagram e Snapchat. Facebook è il social usato dal 71% del campione di giovani americani di età compresa fra 13 e 17 anni che ha preso parte all’indagine.

Secondo l’istituto di ricerca il sito di Mark Zuckerberg è ancora in testa alle piattaforme social più usate dai teenager. Al secondo posto c’è Instagram, l’app per condividere foto e video che è comunque di proprietà di Facebook, usato dal 52% degli interpellati. Poi ci sono Snapchat (41%) e Twitter a pari merito con Google+ (33%). Il sito di Facebook figura anche come quello che viene usato più frequentemente (41%), seguito da Instagram (20%). Ma vi siete mai chiesti come funziona l’algoritmo di Facebook?

A condividere maggiormente sui social – in particolare su quelli ‘visuali’ come Instagram e Pinterest – sono piuttosto le ragazze (il 61% su Instagram contro il 44% dei maschi). Circa un quarto degli intervistati è quasi “costantemente” online, soprattutto grazie alla diffusione degli smartphone che sono nelle mani dei tre quarti dei teenager americani. Il 30% possiede un telefonino ‘tradizionale’, mentre appena il 12% non ha nessun tipo di cellulare.

http://www.repubblica.it/tecnologia/social-network/2015/04/11/news/crisi_facebook-111669562/?ref=HRLV-9

News

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Federico Rampini, La Repubblica

NEW YORK . La colpa o il merito, all’origine, potrebbe essere del nostro Cesare Lombroso. Il pioniere dell’antropologia criminale, era convinto che la fisionomia umana andasse studiata, scomposta, catalogata per stabilire dei legami scientifici tra volto e psiche. Anche se le teorie lombrosiane sono state abbandonate, dal suo impulso iniziale nacquero altre discipline che applicavano la psicologia allo studio delle nostre espressioni. Nell’èra digitale, quegli studi aprono conseguenze inaspettate: il software che decifra le emozioni. Una nuova frontiera della tecnologia, dalle ricadute molteplici: nel marketing, ma non solo. Se il nostro volto diventa “trasparente”, come un libro aperto; se ogni mossa dei nostri muscoli facciali si presta ad essere interpretata da una webcamera, da un computer, da uno smartphone, l’intelligenza artificiale fa un balzo avanti inaudito.

Già nel luglio 2013 il New York Times rivelò una lista di big della distribuzione — vi figura anche l’italiano Benetton insieme a catene Usa come Nordstrom, Family Dollar, Warby Parker — che sperimentano queste nuove tecnologie. Tra le aziende hi-tech che forniscono la strumentazione per spiarci: la Euclid Analytics di Palo Alto nella Silicon Valley, la Cisco anch’essa californiana, la Nomi di New York o la Brickstream di Atlanta, ed anche società inglesi come la Realeyes, russe come Synqera. L’obiettivo è lo stesso: leggerci nel pensiero. Le videocamere, che sono un oggetto familiare nei negozi perché da tempo usate come anti-furto, stanno assumendo funzioni molto più complesse. Una società come Realeyes (“occhi veri”) installa nei negozi delle telecamere con funzioni di “facial recognition”. La tecnologia di ricognizione facciale studia le nostre reazioni e decompone le nostre emozioni, di fronte a ogni reparto, a ogni vetrina espositiva; queste informazioni vengono elaborate in tempo reale per lanciarci delle offerte su misura, ad personam .

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