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La Peer&Media Education (PME) è un modello di prevenzione e intervento socio-educativo basato su una metodologia attiva che integra metodi e tecniche della Peer Education con gli approcci della Media Education e si fonda sul comune obiettivo dell’empowerment dei soggetti e dei gruppi coinvolti nei processi in funzione dello sviluppo di consapevolezza critica e responsabilità. Il risultato è una forma innovativa di presenza educativa e di prevenzione che riconosce nei media, in particolare nei social network, uno spazio e uno strumento di intervento grazie all’attivazione di competenze sociali diffuse, nella prospettiva di un superamento della dicotomia tra presenziale e digitale. Il volume si propone di fornire una descrizione teorica e metodologica dell’approccio della Peer&Media Education; una sorta di “magna charta” di un sistema formativo più articolato rivolto agli operatori della prevenzione. Il volume è rivolto in particolare agli operatori delle ASL, degli Enti locali, della Scuola e del Terzo Settore che intendono ampliare le proprie competenze nell’ambito della prevenzione primaria dei comportamenti a rischio nelle età giovanili entro una prospettiva caratterizzata dai nuovi scenari specifici della cultura digitale.
9788891709981
Gianmaria Ottolini, insegnante a riposo, consulente rete peer education di Verbania e collaboratore dell’Associazione Contorno Viola.
Pier Cesare Rivoltella, professore ordinario di Tecnologie dell’istruzione e dell’apprendimento presso l’Università Cattolica di Milano, ha fondato e dirige il CREMIT (Centro di Ricerca per l’Educazione ai Media, all’Informazione e alla Tecnologia). È presidente della SIREM (Società Italiana di Ricerca sull’Educazione Mediale), membro del Consiglio direttivo dell’associazione WeCa (Web Cattolici). Dirige la rivista REM – Research on Education and Media.
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MILANO – Dopo aver intervsitato Annalisa Chirico, domani sera l’appuntamento al Festival Capalbio Libri 2014 è con Michele Neri, giornalista, che presenta il suo libro ”Scazzi”, edito da Mondadori e scritto a quattro mani con il figlio Nicola, allora adolescente. Ottobre 2008, Pronto Soccorso, Milano. Così comincia l’avventura tra un padre e suo figlio, alla ricerca di un rapporto a due che va ricostruito e che attraverso gli inevitabili ”scazzi” quotidiani, troverà la sua strada. Abbiamo intervistato Michele Neri e gli abbiamo chiesto di parlarci del suo libro.

Di cosa parla il tuo libro? Quanto c’è di autobiografico nei personaggi?
Il libro è autobiografico al 100%, sono cambiati soltanto dei nomi di amici e persone vicine a me e mio figlio per questioni di privacy. Il libro è la cronaca a due voci (mia e di mio figlio Nicola) su 7 anni di lotta, di “scazzi” appunto, di rapporti burrascosi ma con in fondo una componente emotiva, affettiva e sentimentale molto profonda. Scazzi è il racconto dei 7 anni che hanno accompagnato l’adolescenza del figlio (dai 13 ai 20), e il rapporto tra un padre che si trova a governare un’adolescenza irruenta e travolgente, piena di guai, come quella che purtroppo ha vissuto mio figlio per alcuni anni e di come poi il rapporto sia maturato nel tempo, da una parte riportando Nicola “l’adolescente” a una vita migliore, che riconquista fiducia in sé e nel futuro e dall’altra insegnando al padre a gestire un figlio in un’età difficile, soprattutto se come nel mio caso il padre non è autoritario. Insomma Scazzi è la conquista di un rapporto tra padre e figlio, è un gesto d’amore perché quando “scazzi” vuol dire che all’altro ci tieni, è il trovare la fiducia uno nell’altro (lui in me). Leggi Tutto