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COME in ogni grande storia d’amore ci sono gli alti e bassi. C’è stato un momento, per esempio, in cui sembrava che gli adolescenti si fossero stancati del loro compagno più affezionato, Facebook.

Ora peròun nuovo sondaggio rimette le cose in chiaro: secondo l’ultimo rapporto dell’istituto di ricerca Usa Pew Research Center, infatti, il social network in blu risulta ancora il preferito fra i giovanissimi statunitensi, davanti a piattaforme come Instagram e Snapchat. Facebook è il social usato dal 71% del campione di giovani americani di età compresa fra 13 e 17 anni che ha preso parte all’indagine.

Secondo l’istituto di ricerca il sito di Mark Zuckerberg è ancora in testa alle piattaforme social più usate dai teenager. Al secondo posto c’è Instagram, l’app per condividere foto e video che è comunque di proprietà di Facebook, usato dal 52% degli interpellati. Poi ci sono Snapchat (41%) e Twitter a pari merito con Google+ (33%). Il sito di Facebook figura anche come quello che viene usato più frequentemente (41%), seguito da Instagram (20%). Ma vi siete mai chiesti come funziona l’algoritmo di Facebook?

A condividere maggiormente sui social – in particolare su quelli ‘visuali’ come Instagram e Pinterest – sono piuttosto le ragazze (il 61% su Instagram contro il 44% dei maschi). Circa un quarto degli intervistati è quasi “costantemente” online, soprattutto grazie alla diffusione degli smartphone che sono nelle mani dei tre quarti dei teenager americani. Il 30% possiede un telefonino ‘tradizionale’, mentre appena il 12% non ha nessun tipo di cellulare.

http://www.repubblica.it/tecnologia/social-network/2015/04/11/news/crisi_facebook-111669562/?ref=HRLV-9

Eventi, News

SOCIAL NET SKILLS 26/27 marzo, Il Fuligno, Firenze

Nella prima giornata i gruppi Youngle nazionali e più in generale gli operatori del progetto Social Net Skills, si incontrano in questa due giorni per fare il punto sull’esperienza svolta in questi tre anni e per rilanciare nuovi obiettivi nel prossimo futuro.

Nella splendida sede del cenacolo del Fuligno aprono i lavori i referenti nazionali Teresa Di Fiandra per il Ministero della Salute e Arcangelo Alfano per la Regione Toscana, anime istituzionali che hanno sostenuto con impegno gli obiettivi progettuali di Social Net Skills fin dalla sua fase embrionale, quando la diffusione e forza che ha generato era solo una vacua chimera.Copia di Screenshot 2015-02-16 22.06.47

Le Istituzioni fanno sentire la loro voce ed è per tutti un bel sentire che rinnova l’impegno a sostenere le nuove iniziative che dal progetto stanno germogliando nei diversi territori, pur mantenendo un imprescindibile respiro nazionale, elemento riconosciuto da tutti come vero volano delle iniziative, generatore di contaminazioni di idee e condivisione di risorse.

Il primo intervento è un format collaudato di esperti della creatività, della relazione d’aiuto e del mondo Web, il dott. Matteo Lancini (psicologo e Psicoterapeuta dell’Istituto Minotauro di Milano e docente di psicologia presso l’Università Bicocca sempre di Milano), Emilio Cozzi (giornalista e critico esperto di cultura videoludica e intrattenimento), il rapper Nitro finalista all’ Mtv Spit ed uno dei più talentusi freestyler in ascesa della scena italiani, chiude questa tavola rotonde Elisa Di Lorenzo bussiness development manager, sviluppatrice di videogiochi, co-fondatrice di Foofa Studios e Untold Games.

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Eventi, video
Si sono incontrati ogni anno, per dodici anni. Per lavorare a un film impossibile da pensare, difficile da realizzare, incredibile da scoprire. Poche settimane ogni anno, un appuntamento non fisso, ma concordato. A prescindere da (e organizzato in maniera da conciliarsi con) ogni altro impegno lavorativo di Ethan Hawke e Patricia Arquette per riuscire a portare avanti un progetto che Richard Linklater ha iniziato nell’ormai lontano 2002, prima di School of Rock (2003), di Before Sunset – Prima del tramonto (2004), del geniale A Scanner Darkly – Un oscuro scrutare (2006) e dell’ultimo Before Midnight (2013).Dodici anni passati ad osservare la crescita del giovanissimo Ellar Coltrane – classe 1994 e gia’ altri quattro film al suo attivo, compreso Fast Food Nation del 2006 per lo stesso Linklater – e il suo sviluppo. Un tempo lunghissimo, inimmaginabile per un film, nel quale i quattro protagonisti (c’e’ anche la figlia del regista nel ruolo della sorella maggiore del ragazzo) hanno creato una vera e propria famiglia. Oltre le loro stesse famiglie, oltre le loro vite reali, oltre le nascite e gli eventi che le hanno arricchite…
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News

NEW YORK – Twitter è diventato uno sfogatoio delle peggiori pulsioni umane, o subumane: aggressioni, insulti, molestie. Non lo dice una celebrity offesa da qualche fan petulante, né un tecnofobo allergico ai social media. È un’autocritica che viene dallo stesso chief executive di Twitter. La società di San Francisco è preoccupata, il suo successo è a rischio. Insolenza e volgarità gratuite stanno cominciando ad avere un costo reale. Cresce il flusso di utenti in fuga dai tweet (letteralmente “cinguettii”) offensivi, di ex-aficionados che abbandonano il social network per vivere più sereni. L’ammissione del top manager, Dick Costolo, doveva circolare solo all’interno dell’azienda. Ma qualcuno l’ha passata a The Verge , un sito specializzato nell’informazione su media e tecnologie.
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Nel testo indirizzato ai dipendenti, il numero uno di Twitter scrive: “Non è un segreto, e il resto del mondo ne sta parlando quotidianamente. Stiamo perdendo uno dopo l’altro molti utenti affezionati, utenti della prima ora, perché siamo stati incapaci di affrontare gli insulti e i troll che li perseguitano”. Il troll, che all’origine era un mostriciattolo maligno nelle leggende scandinave, è un termine ormai consueto nel gergo di Internet. Così lo definisce Wikipedia: “Un troll è una persona che semina discordia sulla Rete, litiga, offende gli altri, lancia messaggi fuori tema, ostili, con l’intento deliberato di disturbare la discussione e provocare reazioni emotive”.
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News
«Girl Online» vende 78 mila copie in una settimana
Una video-blogger britannica con 78.000 copie vendute del suo libro di esordio in una sola settmana ha battuto i record di autori come Jk Rowling e Dan Brown. “Girl online”, della blogger 24enne Zoe Sugg segna così il nuovo record di vendite per un libro di esordio in Gran bretagna dal 1998, da quando cioè questi dati sono registrati dalla Nielsen BookScan .
Sugg, meglio nota come “Zoella ”, ha iniziato a farsi conoscere nel 2009 postando su YouTube filmati con consigli di moda e cose analoghe. Attualmente ha sei milioni di followers, più che altro teenagers.

Una delle sue fan, la 13enne figlia del direttore della Penguin Random House Tom Weldon, ha suggerito al padre di mettere sotto contratto la blogger e il risultato è questo romanzo, «Girl Online», già venduto in almeno 25 paesi ed in uscita a febbraio in Italia per Mondadori

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Copia di tv

YouTube sta per compiere dieci anni. Se fosse un bambino, sarebbe geniale, intraprendente e vagamente esibizionista. È stato creato da Chad Hurley, Steve Chen e Jawed Karim, in California, nel febbraio 2005. Il primo aveva 28 anni, gli altri due 26. Karim ha spiegato che l’ispirazione gli è venuta dal seno (destro) di Janet Jackson, sbucato durante il Super Bowl 2004. Dell’insolita apparizione non si trovavano filmati online, così ha pensato: ehi, un sito di condivisione video potrebbe funzionare. Ha funzionato.

Il 23 aprile 2005 Karim ha caricato il primo video su YouTube (Me at the Zoo, 19 secondi), nel quale spiegava che le proboscidi degli elefanti erano «davvero, davvero, davvero interessanti». Un ragazzino di terza elementare, oggi, saprebbe fare di meglio. Ma contava l’idea. Nel 2006 YouTube è stato acquistato da Google per 1,65 miliardi di dollari. Oggi è il terzo sito più visitato al mondo dopo lo stesso Google e Facebook.

Ogni giorno un miliardo di persone guardano 300 milioni di video; ogni minuto ne caricano 300 ore. Nel novembre 2014, scrive il «New York Times», l’83% degli utenti internet negli Usa ha guardato almeno un filmato su YouTube. In Italia le visualizzazioni sono 1,2 miliardi al mese, gli utenti unici 20 milioni: un italiano su tre, neonati e novantenni compresi. Quattro utenti su dieci hanno un’età compresa 18 e 34 anni. Gli adolescenti sono molti, ma Google Italia dice di non sapere quanti.

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