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MILANO – Dopo aver intervsitato Annalisa Chirico, domani sera l’appuntamento al Festival Capalbio Libri 2014 è con Michele Neri, giornalista, che presenta il suo libro ”Scazzi”, edito da Mondadori e scritto a quattro mani con il figlio Nicola, allora adolescente. Ottobre 2008, Pronto Soccorso, Milano. Così comincia l’avventura tra un padre e suo figlio, alla ricerca di un rapporto a due che va ricostruito e che attraverso gli inevitabili ”scazzi” quotidiani, troverà la sua strada. Abbiamo intervistato Michele Neri e gli abbiamo chiesto di parlarci del suo libro.

Di cosa parla il tuo libro? Quanto c’è di autobiografico nei personaggi?
Il libro è autobiografico al 100%, sono cambiati soltanto dei nomi di amici e persone vicine a me e mio figlio per questioni di privacy. Il libro è la cronaca a due voci (mia e di mio figlio Nicola) su 7 anni di lotta, di “scazzi” appunto, di rapporti burrascosi ma con in fondo una componente emotiva, affettiva e sentimentale molto profonda. Scazzi è il racconto dei 7 anni che hanno accompagnato l’adolescenza del figlio (dai 13 ai 20), e il rapporto tra un padre che si trova a governare un’adolescenza irruenta e travolgente, piena di guai, come quella che purtroppo ha vissuto mio figlio per alcuni anni e di come poi il rapporto sia maturato nel tempo, da una parte riportando Nicola “l’adolescente” a una vita migliore, che riconquista fiducia in sé e nel futuro e dall’altra insegnando al padre a gestire un figlio in un’età difficile, soprattutto se come nel mio caso il padre non è autoritario. Insomma Scazzi è la conquista di un rapporto tra padre e figlio, è un gesto d’amore perché quando “scazzi” vuol dire che all’altro ci tieni, è il trovare la fiducia uno nell’altro (lui in me). Leggi Tutto

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Sono i più seguiti, i più innovativi, in grado di influenzare i gusti, di creare mode, di attirare milioni di giovanissimi inarrivabili per tv e vecchi media. Sono gli YouTubers. Ecco i talenti che dominano la Rete. Roberto Saviano, Repubblica.it

sellersIL CRITICO più ascoltato d’Italia fa solo video sul web, i nuovi comici più seguiti fanno game play da milioni di visualizzazioni, le prove artistiche di web series migliori sono su Youtube. L’Italia più seguita e più innovativa genera sul web. Esistono ragazze e ragazzi giovani, anzi giovanissimi, in grado di influenzare i gusti, creare seguito, fare intrattenimento, informazione, persino critica cinematografica in maniera del tutto diversa attirando centinaia di migliaia di spettatori.

Gli YouTubers sono creatori e fruitori di contenuti che influenzano assai più di editorialisti e trasmissioni televisive che noi crediamo consolidate e inarrivabili. Parlano a un pubblico giovane (ma non solo) e diventano spesso vasi comunicanti con ciò che accade all’estero. Eppure in Italia siamo ancora legati alla diffusione tradizionale di qualsiasi tipo di informazione e di inserzione pubblicitaria. Ci stupiamo poi della scarsa viralità di messaggi che ci appaiono invece fondamentali, ma non ci rendiamo conto che stiamo sbagliando il mezzo attraverso cui comunicare, che stiamo facendo arrivare il nostro messaggio a un numero esiguo di persone, perché tutto il resto, gli utenti più attivi, guardano e agiscono altrove. Guardare e agire sono in questo contesto due aspetti inscindibili. Non è possibile fruire senza essere a propria volta creatore di contenuti, non è contemplata l’osservazione passiva, senza interazione. Questa è la vera rivoluzione, questo rende inaccettabile, per chi è abituato ad avere spazio, a contare qualcosa, l’utilizzo di media tradizionali per informarsi o intrattenersi.

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News, video

In posa sul prato, in mezzo alle fresche frasche, rotolando sulla neve e con la coscia in bella vista. E, ancora, sballonzolando sulla sella di un cavallo, o esibendosi in performance da aspirante etoile. Una tremenda moda si diffonde su YouTube, quella dei video prediciottesimo. Brevi filmati, realizzati su richiesta da fotografi e videomaker per celebrare visivamente il passaggio nell’età adulta. Il senso è: nelle immagine il giovane virgulto deve mostrare il meglio di sé e deve avere un certo appeal. Il tutto postato online per mostrare agli amici quanto si è belli.

Già, peccato che il risultato sia a dir poco deprimente. Signorine grassottelle in abiti succinti che si umiliano agli occhi della telecamera, ballando a ritmo di musiche tamarre. Giovani piacenti che si mettono in mostra manco stessero facendo un provino per una trasmissione di Maria De Filippi. E, ancora, ragazze con occhiali specchiati e capelli fluenti che abbassano la lente e fissano l’obiettivo con aria ammiccante. C’è di tutto, da quella più in carne che non si rassegna al pensiero di non essere avvenente, a quella che – già lo capisci – sa di essere carina e da grande vuole fare la modella.

La moda parte da Sud: Catania, Roma, Napoli. E non è una gran novità.  ”In realtà questi video si realizzano da anni”, spiega il fotografo Michele Crimi, specializzato nel genere. Poi, complice la rete, sono diventati virali.  ”Da qualche tempo hanno iniziato a circolare su  YouTube, ed ecco perché ora se ne parla”. Così il video del prediciottesimo di Federica in poco più di un mese ha fatto 200 mila click. Sotto una valanga di commenti pochi lusinghieri. Con il più gentile che dice “speravo in un happy end tipo che il treno la investisse”.

Ma non solo. Il filmato è girato tantissimo su Twitter, complice l’hashtag #prediciottesimo E ci sono addirittura siti monotematici che ne raccolgono alcuni.
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nuove modalità di utilizzo dei media digitali attraverso la Peer Education

02

una giornata di formazione e scambio di esperienze

 

RIETI 16 dicembre 2014
Auditorium Varrone

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