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La Peer&Media Education (PME) è un modello di prevenzione e intervento socio-educativo basato su una metodologia attiva che integra metodi e tecniche della Peer Education con gli approcci della Media Education e si fonda sul comune obiettivo dell’empowerment dei soggetti e dei gruppi coinvolti nei processi in funzione dello sviluppo di consapevolezza critica e responsabilità. Il risultato è una forma innovativa di presenza educativa e di prevenzione che riconosce nei media, in particolare nei social network, uno spazio e uno strumento di intervento grazie all’attivazione di competenze sociali diffuse, nella prospettiva di un superamento della dicotomia tra presenziale e digitale. Il volume si propone di fornire una descrizione teorica e metodologica dell’approccio della Peer&Media Education; una sorta di “magna charta” di un sistema formativo più articolato rivolto agli operatori della prevenzione. Il volume è rivolto in particolare agli operatori delle ASL, degli Enti locali, della Scuola e del Terzo Settore che intendono ampliare le proprie competenze nell’ambito della prevenzione primaria dei comportamenti a rischio nelle età giovanili entro una prospettiva caratterizzata dai nuovi scenari specifici della cultura digitale.
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Gianmaria Ottolini, insegnante a riposo, consulente rete peer education di Verbania e collaboratore dell’Associazione Contorno Viola.
Pier Cesare Rivoltella, professore ordinario di Tecnologie dell’istruzione e dell’apprendimento presso l’Università Cattolica di Milano, ha fondato e dirige il CREMIT (Centro di Ricerca per l’Educazione ai Media, all’Informazione e alla Tecnologia). È presidente della SIREM (Società Italiana di Ricerca sull’Educazione Mediale), membro del Consiglio direttivo dell’associazione WeCa (Web Cattolici). Dirige la rivista REM – Research on Education and Media.
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Eventi, video
Si sono incontrati ogni anno, per dodici anni. Per lavorare a un film impossibile da pensare, difficile da realizzare, incredibile da scoprire. Poche settimane ogni anno, un appuntamento non fisso, ma concordato. A prescindere da (e organizzato in maniera da conciliarsi con) ogni altro impegno lavorativo di Ethan Hawke e Patricia Arquette per riuscire a portare avanti un progetto che Richard Linklater ha iniziato nell’ormai lontano 2002, prima di School of Rock (2003), di Before Sunset – Prima del tramonto (2004), del geniale A Scanner Darkly – Un oscuro scrutare (2006) e dell’ultimo Before Midnight (2013).Dodici anni passati ad osservare la crescita del giovanissimo Ellar Coltrane – classe 1994 e gia’ altri quattro film al suo attivo, compreso Fast Food Nation del 2006 per lo stesso Linklater – e il suo sviluppo. Un tempo lunghissimo, inimmaginabile per un film, nel quale i quattro protagonisti (c’e’ anche la figlia del regista nel ruolo della sorella maggiore del ragazzo) hanno creato una vera e propria famiglia. Oltre le loro stesse famiglie, oltre le loro vite reali, oltre le nascite e gli eventi che le hanno arricchite…
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News

NEW YORK – Twitter è diventato uno sfogatoio delle peggiori pulsioni umane, o subumane: aggressioni, insulti, molestie. Non lo dice una celebrity offesa da qualche fan petulante, né un tecnofobo allergico ai social media. È un’autocritica che viene dallo stesso chief executive di Twitter. La società di San Francisco è preoccupata, il suo successo è a rischio. Insolenza e volgarità gratuite stanno cominciando ad avere un costo reale. Cresce il flusso di utenti in fuga dai tweet (letteralmente “cinguettii”) offensivi, di ex-aficionados che abbandonano il social network per vivere più sereni. L’ammissione del top manager, Dick Costolo, doveva circolare solo all’interno dell’azienda. Ma qualcuno l’ha passata a The Verge , un sito specializzato nell’informazione su media e tecnologie.
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Nel testo indirizzato ai dipendenti, il numero uno di Twitter scrive: “Non è un segreto, e il resto del mondo ne sta parlando quotidianamente. Stiamo perdendo uno dopo l’altro molti utenti affezionati, utenti della prima ora, perché siamo stati incapaci di affrontare gli insulti e i troll che li perseguitano”. Il troll, che all’origine era un mostriciattolo maligno nelle leggende scandinave, è un termine ormai consueto nel gergo di Internet. Così lo definisce Wikipedia: “Un troll è una persona che semina discordia sulla Rete, litiga, offende gli altri, lancia messaggi fuori tema, ostili, con l’intento deliberato di disturbare la discussione e provocare reazioni emotive”.
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«Girl Online» vende 78 mila copie in una settimana
Una video-blogger britannica con 78.000 copie vendute del suo libro di esordio in una sola settmana ha battuto i record di autori come Jk Rowling e Dan Brown. “Girl online”, della blogger 24enne Zoe Sugg segna così il nuovo record di vendite per un libro di esordio in Gran bretagna dal 1998, da quando cioè questi dati sono registrati dalla Nielsen BookScan .
Sugg, meglio nota come “Zoella ”, ha iniziato a farsi conoscere nel 2009 postando su YouTube filmati con consigli di moda e cose analoghe. Attualmente ha sei milioni di followers, più che altro teenagers.

Una delle sue fan, la 13enne figlia del direttore della Penguin Random House Tom Weldon, ha suggerito al padre di mettere sotto contratto la blogger e il risultato è questo romanzo, «Girl Online», già venduto in almeno 25 paesi ed in uscita a febbraio in Italia per Mondadori

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Copia di tv

YouTube sta per compiere dieci anni. Se fosse un bambino, sarebbe geniale, intraprendente e vagamente esibizionista. È stato creato da Chad Hurley, Steve Chen e Jawed Karim, in California, nel febbraio 2005. Il primo aveva 28 anni, gli altri due 26. Karim ha spiegato che l’ispirazione gli è venuta dal seno (destro) di Janet Jackson, sbucato durante il Super Bowl 2004. Dell’insolita apparizione non si trovavano filmati online, così ha pensato: ehi, un sito di condivisione video potrebbe funzionare. Ha funzionato.

Il 23 aprile 2005 Karim ha caricato il primo video su YouTube (Me at the Zoo, 19 secondi), nel quale spiegava che le proboscidi degli elefanti erano «davvero, davvero, davvero interessanti». Un ragazzino di terza elementare, oggi, saprebbe fare di meglio. Ma contava l’idea. Nel 2006 YouTube è stato acquistato da Google per 1,65 miliardi di dollari. Oggi è il terzo sito più visitato al mondo dopo lo stesso Google e Facebook.

Ogni giorno un miliardo di persone guardano 300 milioni di video; ogni minuto ne caricano 300 ore. Nel novembre 2014, scrive il «New York Times», l’83% degli utenti internet negli Usa ha guardato almeno un filmato su YouTube. In Italia le visualizzazioni sono 1,2 miliardi al mese, gli utenti unici 20 milioni: un italiano su tre, neonati e novantenni compresi. Quattro utenti su dieci hanno un’età compresa 18 e 34 anni. Gli adolescenti sono molti, ma Google Italia dice di non sapere quanti.

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Tutti noi utilizziamo Whatsapp, la famosa applicazione di messaggistica istantanea, ma molti sono i segreti, i piccoli trucchi e le funzioni che, sebbene molto utili e semplici da applicare, non conosciamo. Eccone 12:
1. E’ possibile recuperare conversazioni che, or1-trucchi-whatsapp-01mai, credevamo perse, cercando la cartella WhatsApp nella Scheda SD del telefono: da qui, è sufficiente entrare nel database, selezionare il file msgstore.db.crypt per poi aprirlo con una qualsiasi app dedicata alla lettura e scrittura di testi…

2. Dropbox, il famoso dervizio cloud, permette di aggirare i limiti dei formati dei file: basta installarlo insieme a un’altra app, Cloudsend, per poter, così, inviare anche pdf o Excel ai nostri amici…

3. Non volete collegare il vostro numero di telefono a WhatsApp e non sapete come fare? Vi basterà scaricare un’app, Fake-a-Message su iPhone e Spoof Text Message su Android, per poi avviare la procedura d’installazione di WhatsApp con verifica tramite SMS (avendo, però, cura di mettere in modalità aereo il vostro smartphone) inserendo qui, non il numero, ma l’indirizzo email. Date l’Ok per avviare la procedura ma annullate subito l’operazione: in questo modo troverete un messaggio nella casella “In Uscita” della vostra mail. Inviatelo con l’app che avete scaricato in precedenza con il vostro indirizzo email per utilizzare quello come numero finto…

4. Per gestire più di un account con WhatsApp è sufficiente scaricare l’app Switch Me, per poi decidere, di volta in volta, quale utilizzare…

5. Per unire due foto in una, e inviarle nello stesso messaggio, scaricate l’app Android Magiapp tricks for Whatsapp (se usate iPhone scaricate Fhumbapp)…

….e gli altri? Li trovi qua http://mobile.excite.it/foto/trucchi-whatsapp-le-12-funzioni-che-ancora-non-conosci-P151557.html#/photo/4

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MILANO – Dopo aver intervsitato Annalisa Chirico, domani sera l’appuntamento al Festival Capalbio Libri 2014 è con Michele Neri, giornalista, che presenta il suo libro ”Scazzi”, edito da Mondadori e scritto a quattro mani con il figlio Nicola, allora adolescente. Ottobre 2008, Pronto Soccorso, Milano. Così comincia l’avventura tra un padre e suo figlio, alla ricerca di un rapporto a due che va ricostruito e che attraverso gli inevitabili ”scazzi” quotidiani, troverà la sua strada. Abbiamo intervistato Michele Neri e gli abbiamo chiesto di parlarci del suo libro.

Di cosa parla il tuo libro? Quanto c’è di autobiografico nei personaggi?
Il libro è autobiografico al 100%, sono cambiati soltanto dei nomi di amici e persone vicine a me e mio figlio per questioni di privacy. Il libro è la cronaca a due voci (mia e di mio figlio Nicola) su 7 anni di lotta, di “scazzi” appunto, di rapporti burrascosi ma con in fondo una componente emotiva, affettiva e sentimentale molto profonda. Scazzi è il racconto dei 7 anni che hanno accompagnato l’adolescenza del figlio (dai 13 ai 20), e il rapporto tra un padre che si trova a governare un’adolescenza irruenta e travolgente, piena di guai, come quella che purtroppo ha vissuto mio figlio per alcuni anni e di come poi il rapporto sia maturato nel tempo, da una parte riportando Nicola “l’adolescente” a una vita migliore, che riconquista fiducia in sé e nel futuro e dall’altra insegnando al padre a gestire un figlio in un’età difficile, soprattutto se come nel mio caso il padre non è autoritario. Insomma Scazzi è la conquista di un rapporto tra padre e figlio, è un gesto d’amore perché quando “scazzi” vuol dire che all’altro ci tieni, è il trovare la fiducia uno nell’altro (lui in me). Leggi Tutto