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Dalle sedute su Skype alle app per registrare i sogni. Una professione che accetta le sfide del web e si interroga sul rapporto che avrebbe Freud con Facebook. Foto del passato e confessioni sui social possono aiutare le terapie ma c’è il confine della privacy. E quando a twittare è il dottore? Violazione dell’etica professionale o opportunità per una diagnosi migliore?

di Cesare Buquicchio, Repubblica.it

INVIDIE, nevrosi, amori, rabbie, gioie, gelosie, sospetti, paure. Abbiamo imparato che questo, e molto altro, può suscitare una assidua frequentazione dei social network. È inevitabile, dunque, che anche una disciplina come la psicoanalisi si trovi a misurarsi ogni giorno con il web e con i suoi luoghi di socializzazione.

“Non sa quante volte, aprendo una pagina Facebook, ho avuto la tentazione di accettare i suggerimenti che mi indicavano i miei pazienti come possibili ‘amici’ da seguire”, confessa la dottoressa Jones De Luca, segretario della Società Psicoanalitica Italiana. “Mi sono sempre fermata per una questione etica, ma soprattutto metodologica. Il paziente deve essere sempre libero di decidere cosa racconta e mostra al suo analista. Decide consapevolmente o meno cosa occultare e cosa svelare e questo fa parte del gioco, è essenziale nella terapia ed è irrinunciabile per la sua libertà. Andare a vedere la pagina Facebook di un paziente sarebbe come ‘spiarlo’ per strada quando non pensa di essere visto, ascoltare le telefonate che fa con un amico, oppure farsi raccontare delle cose su di lui da qualcun altro”.  Leggi Tutto

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Sono i più seguiti, i più innovativi, in grado di influenzare i gusti, di creare mode, di attirare milioni di giovanissimi inarrivabili per tv e vecchi media. Sono gli YouTubers. Ecco i talenti che dominano la Rete. Roberto Saviano, Repubblica.it

sellersIL CRITICO più ascoltato d’Italia fa solo video sul web, i nuovi comici più seguiti fanno game play da milioni di visualizzazioni, le prove artistiche di web series migliori sono su Youtube. L’Italia più seguita e più innovativa genera sul web. Esistono ragazze e ragazzi giovani, anzi giovanissimi, in grado di influenzare i gusti, creare seguito, fare intrattenimento, informazione, persino critica cinematografica in maniera del tutto diversa attirando centinaia di migliaia di spettatori.

Gli YouTubers sono creatori e fruitori di contenuti che influenzano assai più di editorialisti e trasmissioni televisive che noi crediamo consolidate e inarrivabili. Parlano a un pubblico giovane (ma non solo) e diventano spesso vasi comunicanti con ciò che accade all’estero. Eppure in Italia siamo ancora legati alla diffusione tradizionale di qualsiasi tipo di informazione e di inserzione pubblicitaria. Ci stupiamo poi della scarsa viralità di messaggi che ci appaiono invece fondamentali, ma non ci rendiamo conto che stiamo sbagliando il mezzo attraverso cui comunicare, che stiamo facendo arrivare il nostro messaggio a un numero esiguo di persone, perché tutto il resto, gli utenti più attivi, guardano e agiscono altrove. Guardare e agire sono in questo contesto due aspetti inscindibili. Non è possibile fruire senza essere a propria volta creatore di contenuti, non è contemplata l’osservazione passiva, senza interazione. Questa è la vera rivoluzione, questo rende inaccettabile, per chi è abituato ad avere spazio, a contare qualcosa, l’utilizzo di media tradizionali per informarsi o intrattenersi.

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News, video

In posa sul prato, in mezzo alle fresche frasche, rotolando sulla neve e con la coscia in bella vista. E, ancora, sballonzolando sulla sella di un cavallo, o esibendosi in performance da aspirante etoile. Una tremenda moda si diffonde su YouTube, quella dei video prediciottesimo. Brevi filmati, realizzati su richiesta da fotografi e videomaker per celebrare visivamente il passaggio nell’età adulta. Il senso è: nelle immagine il giovane virgulto deve mostrare il meglio di sé e deve avere un certo appeal. Il tutto postato online per mostrare agli amici quanto si è belli.

Già, peccato che il risultato sia a dir poco deprimente. Signorine grassottelle in abiti succinti che si umiliano agli occhi della telecamera, ballando a ritmo di musiche tamarre. Giovani piacenti che si mettono in mostra manco stessero facendo un provino per una trasmissione di Maria De Filippi. E, ancora, ragazze con occhiali specchiati e capelli fluenti che abbassano la lente e fissano l’obiettivo con aria ammiccante. C’è di tutto, da quella più in carne che non si rassegna al pensiero di non essere avvenente, a quella che – già lo capisci – sa di essere carina e da grande vuole fare la modella.

La moda parte da Sud: Catania, Roma, Napoli. E non è una gran novità.  ”In realtà questi video si realizzano da anni”, spiega il fotografo Michele Crimi, specializzato nel genere. Poi, complice la rete, sono diventati virali.  ”Da qualche tempo hanno iniziato a circolare su  YouTube, ed ecco perché ora se ne parla”. Così il video del prediciottesimo di Federica in poco più di un mese ha fatto 200 mila click. Sotto una valanga di commenti pochi lusinghieri. Con il più gentile che dice “speravo in un happy end tipo che il treno la investisse”.

Ma non solo. Il filmato è girato tantissimo su Twitter, complice l’hashtag #prediciottesimo E ci sono addirittura siti monotematici che ne raccolgono alcuni.
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nuove modalità di utilizzo dei media digitali attraverso la Peer Education

02

una giornata di formazione e scambio di esperienze

 

RIETI 16 dicembre 2014
Auditorium Varrone

scarica il programma Rieti brochure

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Vittoria! Le tre studentesse di Leeds che qualche giorno fa sono partite in battaglia contro Victoria’s Secret hanno vinto. Le ragazze avevano lanciato una petizione online contro la casa di intimo colpevole di proporre un modello di perfezione fisica femminile che illude le giovani e distrugge il loro immaginario. A finire sotto accusa era l’ultima campagna pubblicitaria per il reggiseno Body dove tre ragazze in intimo posano accompagnate dalla scritta “The perfect body”. Il corpo perfetto, insomma, sarebbe quello delle tre modelle. Un corpo, spiegano Frances Black, Gabriella Kountourides e Laura Ferris nel testo della petizione lanciata dal sito Change, ben diverso da quello delle donne che si incontrano tutti i giorni. L’utilizzo della parola “perfetto” viene definito irresponsabile e dannoso e per questo le giovani invitavano Victoria’s Secret a ritirare la campagna e a chiedere scusa alle donne. Il brand non ha chiesto scusa ma ha cambiato lo slogan presentando la stessa foto con la scritta “Un corpo per tutte”. Ora resta da vedere se le tre paladine saranno siddsfatte o continueranno la loro battaglia Screenshot 2014-11-07 18.24.52

Il quartier generale di BuzzFeed è all’ottavo piano del numero 200 di Fifth Avenue, proprio il portone accanto al grande emporio alimentare che Eataly ha aperto a New York. La reception è un vasto open space pieno di allegria. Accanto all’ingresso un grande contenitore di vetro pieno di caramelle sembra dire «servitevi pure! Zucchero a volontà». Il caratteristico logo bianco in campo rosso trionfa enorme su una parete all’ingresso. Sulla parete opposta sono appesi una dozzina di sgargianti sombreri, sul terzo muro è disegnato un grande cerchio giallo dentro a cui sono scritte, in un nero che risalta, quelle tre lettere – LOL – che nei messaggini dei giovanissimi americani sostituiscono

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