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Via l’alce e il nome dalle t-shirt. La rivoluzione no logo di Abercrombie & Fitch, popolarissimo brand di abbigliamento casual Usa, passa dall’estinzione dell’animale-simbolo della compagnia, a partire dalla prossima primavera e senza possibilità di appello. La decisione per ora riguarda solo il Nord America, ma probabilmente in seguito verrà estesa anche a tutti i capi d’abbigliamento prodotti dal marchio: magliette, pantaloni, felpe e jeans comodi e colorati, amatissimi dai teenager di tutto il mondo. Almeno fino ad ora. Perché secondo il Wall Street Journal sarebbero proprio gli adolescenti adesso a preferire capi meno costosi e griffati, ma più versatili e facili da abbinare per costruire uno stile personale e spogliato di qualsiasi status symbol. Un trend che in Usa sta facendo la fortuna di catene di abbigliamento low cost come H&M e Zara, ma anche di brand “alternativi” come Urban Outfitters, preferiti dagli hipster, i giovani creativi capaci di dettare tendenza nelle metropoli e che non indosserebbero una polo di Abercrombie & Fitch neanche sotto tortura.

Di qui l’inversione di rotta per il marchio americano. Culminata nella decisione di “portare il business legato ai loghi praticamente a zero”, come ha dichiarato l’amministratore delegato Mike Jeffries durante la conference call per commentare i risultati di bilancio trimestrali, l’ennesima prova deludente da mesi a questa parte: le vendite di A&F sono infatti calate a 891 milioni di dollari, il 6% in meno rispetto all’anno precedente

e nonostante i profitti siano saliti da 11,4 a 12,9 milioni di dollari, da parte degli investitori la preoccupazione per la salute della compagnia rimane alta.

abercrombiePerché l’alce zoppica già da tanto, da troppo. Leggi Tutto