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Eventi, News, pubblicazione, Scuola, Senza categoria, video

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Anche quest’anno #YAU ha partecipato alla manifestazione “Fà la cosa giusta” di Bastia, la Fiera che  promuove il Consumo Consapevole e gli Stili di Vita Sostenibili.

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L’intervento è stato chiamato  #ShareMyStory e ha visto le collaborazioni tra diverse  Associazioni Giovanili , le quali hanno potuto raccontare e raccontarsi.

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Il tema conduttore erano le “differenze” come ricchezza e crescita personale e durante l’incontro ogni membro di ogni associazione ha potuto mettere in campo il proprio passato e vissuto per spiegare che le differenze, anzi danno modo di attivarsi e di mettere in campo le proprie capacità e competenze.

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Guarda il video dell’intervento!!!

 

 

 

 

 

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#TheFusion

One page is better than two!

Finalmente è giunta l’ora per le nostre due pagine di unirsi e fondersi in #YAU – “la chat che ti ascolta”.
Con questo video, diamo inizio alla trasformazione e alla creazione in una unica pagina Facebook del nostro spazio dedicato a tutti i giovani.
#YAU creato da ragazze/i per ragazze/i ti ascoltano attraverso la #chat di Fb tutti i lunedì dalle 15.00 alle 17.00 e il giovedì dalle 16.30 alle 18.30.
Vuoi scoprire il mondo di #YAU clicca su questi link!
(quando avverrà la fusione sarai reindirizzato alla pagina #YAU)

 
Young Angles Umbria : http://on.fb.me/1M8VeYs
Young Angles On-air : http://on.fb.me/1KQgKE8

 

 

 

 

Eventi, News

L’obiettivo, come spiega la Lila – Lotta Italiana contro l’Aids – è di porre fine alla pandemia entro il 2030, attraverso il cosiddetto programma “close the gap”, ovvero “colmare il divario”, che prevede, da qui al 2020, la diagnosi del 90% delle infezioni, l’ingresso in terapia del 90% delle persone diagnosticate e l’abbattimento della carica virale dell’hiv nel 90% delle persone che assumono trattamenti antiretrovirali.

I dati sembrano essere incoraggianti: nel mondo, stando a The Gap Report, uno studio pubblicato dall’Unaids, negli ultimi quattro anni le persone in trattamento in tutto il mondo sono passate da 5 a 12 milioni – il 37% dei 35 milioni di malati di hiv. Per quanto riguarda l’Italia, gli ultimi dati dell’Istituto superiore di sanità mostrano che il trend delle infezioni nel 2013 è sostanzialmente in linea con quelle degli anni precedenti: 3.806 nuove diagnosi (il 72,2% sono uomini), con l’incidenza più alta tra persone di 25-29 anni. Le cause dei nuovi contagi sono soprattuto rapporti sessuali non protetti, che, sempre secondo l’Iss, “costituiscono l’83,9% di tutte le segnalazioni”. Le diagnosi sono aumentate, tra gli italiani, per i maschi che fanno sesso con maschi, mentre tra gli stranieri la modalità di trasmissione più frequente è il rapporto eterosessuale.

Ma non servono solo soldi: la lotta all’Aids passa anche per una corretta informazione. Eccovi quindi una raccolta di luoghi comuni e miti da sfatare sulla malattia.

Una donna incinta con l’hiv contagia sempre suo figlio.
Senza alcuna terapia, in realtà, le puerpere sieropositive hanno una probabilità del 25% circa di trasmettere il virus al feto. Con le moderne terapie e monitoraggi, invece, la probabilità è scesa sotto il 2%. Uno studio del 2010, addirittura, ha mostrato che  in Danimarca, grazie all’adozione di rigide linee guida in merito, dal 2000 non ci sono stati casi di trasmissione del virus da madre a figlio/a. Per quanto riguarda l’allattamento, allo stesso modo, se la madre non assume gli antiretrovirali, il rischio di trasmissione è intorno al 20%. Uno studio ha mostrato, inoltre, che il contagio può avvenire anche se il bambino ingerisce cibo premasticato da una donna sieropositiva. È una pratica che bisognerebbe evitare.

Se entrambi i partner hanno contatto l’hiv, si può non usare il condom durante i rapporti sessuali.
No. Ci sono diversi ceppi di virus. Se non si usa il preservativo, questo potrebbe portare a re-infezioni, che renderebbero la terapia più difficile: il nuovo ceppo potrebbe diventare più resistente alla terapia in atto o renderla addirittura inefficace. Leggi Tutto

Eventi, News

SOCIAL NET SKILLS 26/27 marzo, Il Fuligno, Firenze

Nella prima giornata i gruppi Youngle nazionali e più in generale gli operatori del progetto Social Net Skills, si incontrano in questa due giorni per fare il punto sull’esperienza svolta in questi tre anni e per rilanciare nuovi obiettivi nel prossimo futuro.

Nella splendida sede del cenacolo del Fuligno aprono i lavori i referenti nazionali Teresa Di Fiandra per il Ministero della Salute e Arcangelo Alfano per la Regione Toscana, anime istituzionali che hanno sostenuto con impegno gli obiettivi progettuali di Social Net Skills fin dalla sua fase embrionale, quando la diffusione e forza che ha generato era solo una vacua chimera.Copia di Screenshot 2015-02-16 22.06.47

Le Istituzioni fanno sentire la loro voce ed è per tutti un bel sentire che rinnova l’impegno a sostenere le nuove iniziative che dal progetto stanno germogliando nei diversi territori, pur mantenendo un imprescindibile respiro nazionale, elemento riconosciuto da tutti come vero volano delle iniziative, generatore di contaminazioni di idee e condivisione di risorse.

Il primo intervento è un format collaudato di esperti della creatività, della relazione d’aiuto e del mondo Web, il dott. Matteo Lancini (psicologo e Psicoterapeuta dell’Istituto Minotauro di Milano e docente di psicologia presso l’Università Bicocca sempre di Milano), Emilio Cozzi (giornalista e critico esperto di cultura videoludica e intrattenimento), il rapper Nitro finalista all’ Mtv Spit ed uno dei più talentusi freestyler in ascesa della scena italiani, chiude questa tavola rotonde Elisa Di Lorenzo bussiness development manager, sviluppatrice di videogiochi, co-fondatrice di Foofa Studios e Untold Games.

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News

La Peer&Media Education (PME) è un modello di prevenzione e intervento socio-educativo basato su una metodologia attiva che integra metodi e tecniche della Peer Education con gli approcci della Media Education e si fonda sul comune obiettivo dell’empowerment dei soggetti e dei gruppi coinvolti nei processi in funzione dello sviluppo di consapevolezza critica e responsabilità. Il risultato è una forma innovativa di presenza educativa e di prevenzione che riconosce nei media, in particolare nei social network, uno spazio e uno strumento di intervento grazie all’attivazione di competenze sociali diffuse, nella prospettiva di un superamento della dicotomia tra presenziale e digitale. Il volume si propone di fornire una descrizione teorica e metodologica dell’approccio della Peer&Media Education; una sorta di “magna charta” di un sistema formativo più articolato rivolto agli operatori della prevenzione. Il volume è rivolto in particolare agli operatori delle ASL, degli Enti locali, della Scuola e del Terzo Settore che intendono ampliare le proprie competenze nell’ambito della prevenzione primaria dei comportamenti a rischio nelle età giovanili entro una prospettiva caratterizzata dai nuovi scenari specifici della cultura digitale.
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Gianmaria Ottolini, insegnante a riposo, consulente rete peer education di Verbania e collaboratore dell’Associazione Contorno Viola.
Pier Cesare Rivoltella, professore ordinario di Tecnologie dell’istruzione e dell’apprendimento presso l’Università Cattolica di Milano, ha fondato e dirige il CREMIT (Centro di Ricerca per l’Educazione ai Media, all’Informazione e alla Tecnologia). È presidente della SIREM (Società Italiana di Ricerca sull’Educazione Mediale), membro del Consiglio direttivo dell’associazione WeCa (Web Cattolici). Dirige la rivista REM – Research on Education and Media.
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